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mercoledì 12 marzo 2014

"Bolla" Papale 1302 - Unam Sanctam Ecclesiam


La Unam Sanctam Ecclesiam, comunemente nota come Unam Sanctam, è una bolla pontificia di papa Bonifacio VIII promulgata il 18 novembre 1302.

Bonifacio VIII è considerato uno degli uomini più corrotti, malvagi e potenti della storia della Chiesa e del mondo, tanto che lo stesso Dante lo mette nei gironi più bassi dell’Inferno. Questa Bolla Papale determina il primo sistema fiduciario ancora valido oggi. Bonifacio VIII, in questa Bolla, afferma che Dio aveva affidato tutti i titoli e le proprietà della Terra al Vaticano.
In pratica e tradotto in altri termini, la Bolla Papale del 1302 usa la metafora del Diritto Marittimo e dell’Ammiragliato (Bibbia) affermando che l’Unam Sanctam Ecclesiam e quindi la Prima e Unica Santa Chiesa è l’Arca di Noè, perché mentre tutto il mondo era sommerso dalle acque, l’unica cosa che si elevava al di sopra era l’Arca.
Quindi tutti gli esseri umani, a partire da quel giorno, certificato dalla Bibbia come Codice di Diritto Nautico, sono dispersi in mare. E il Papa dunque reclama tutta l’autorità, tutta la proprietà, sia spirituale che temporale, fino a quando i “dispersi” torneranno a reclamare i loro diritti.
Cosa che finora, dal 1302, non è mai avvenuta, perché tutte le Nazioni si basano su quel sistema giuridico. Questo Diritto proclamato da Papa Bonifacio VIII si basa per Diritto Divino, ecco perché non possiamo parlare di politica senza parlare di religione o di economia e finanza senza parlare di religione.
Leggi ol testo del documento in versione Originale e tradotto 
Bonifacio VIII, Unam sanctam 
(del 18. 11. 1302) 


Unam sanctam ecclesiam catholicam et ipsam apostolicam urgente fide credere 
cogimur et tenere, nosque hanc firmiter credimus et simpliciter confitemur, extra 
quam nec salus est, nec remissio peccatorum, sponso in Canticis proclamante: 
“Una est columba mea, perfecta mea. Una est matri(s) suæ, electa genetrici suæ;" 
quæ unum corpus mysticum repræsentat, cuius caput Christus Christi vero Deus. In 
qua unus Dominus, una fides, unum baptisma. Una nempe fuit diluvii tempore arca 
Noe, unam ecclesiam præfigurans, quæ in uno cubito consummata unum, Noe 
videlicet, gubernatorem habuit et rectorem, extra quam omnia subsistentia super 
terram legimus fuisse deleta. Hanc autem veneramur et unicam, dicente Domino in 
Propheta: « Erue a framea, Deus, animam meam, et de manu canis unicam meam." 
Pro anima enim, id est pro se ipso, capite simul oravit et corpore, quod corpus 
unicam scilicet ecclesiam nominavit, propter sponsi, fidei, sacramentorum et 
caritatis ecclesiæ unitatem. Hæc est tunica illa Domini inconsutilis , quæ scissa 
non fuit, sed sorte provenit. Igitur ecclesiæ unius et unicæ unum corpus, unum 
caput, non duo capita, quasi monstrum, Christus videlicet et Christi vicarius 
Petrus, Petrique successor, dicente Domino ipsi Petro: « Pasce oves meas." Meas, 
inquit, et generaliter, non singulariter has vel illas: per quod commisisse sibi 
intelligitur universas. 

TRADUZIONE:

Per imperativo della fede noi siamo costretti a credere ed a ritenere, che vi 
è una sola Santa Chiesa Cattolica ed Apostolica, e noi fermamente la crediamo e 
professiamo con semplicità, e non c'è né salvezza né remissione dei peccati fuori 
di lei  come lo Sposo proclama nel Cantico: “Unica è la mia colomba, la mia 
perfetta; unica alla madre sua, senza pari per la sua genitrice". Essa rappresenta 
l'unico corpo mistico, il cui capo è Cristo, e il capo di Cristo è Dio, e in esso c´è 
un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Una sola infatti fu l'arca di Noè 
al tempo del diluvio, che prefigurava l'unica Chiesa; ed era stata costruita da un 
solo braccio, ebbe un solo timoniere e un solo comandante, ossia Noè, e noi 
leggiamo che fuori di essa furono sterminati tutti gli esseri esistenti sulla terra. 
Questa (Chiesa) noi veneriamo, e questa sola, come dice il Signore per mezzo del 
Profeta: “Libera, o Signore, la mia anima dalla lancia e dal furore del cane, 
l'unica mia". Egli pregava per l'anima, cioè per Se stesso - per la testa e il corpo 
nello stesso tempo - il quale corpo precisamente Egli chiamava l'unica Chiesa, a 
causa dell'unità dello Sposo , della fede, dei sacramenti e della carità ecclesiale. 
Questa è quella veste senza cuciture del Signore, che non fu tagliata, ma data in 
sorte. Dunque la Chiesa sola e unica ha un solo corpo, un solo capo, non due teste 
come se fosse un mostro, cioè Cristo e Pietro, vicario di Cristo e il successore di 
Pietro, perché il Signore disse a Pietro: “Pasci le mie pecorelle". “Le mie", Egli 
disse, parlando in generale e non in particolare di queste o quelle, dal che si 
capisce, che gliele affidò tutte. 


Sive ergo Græci sive alii se dicant Petro eiusque successoribus non esse 
commissos: fateantur necesse se de ovibus Christi non esse, dicente Domino in 
Ioanne, unum ovile et unicum esse pastorem. In hac eiusque potestate duos esse 
gladios, spiritualem videlicet et temporalem, evangelicis dictis instruimur. Nam 
dicentibus Apostolis: « Ecce gladii duo hic," in ecclesia scilicet, quum apostoli 
loquerentur, non respondit Dominus, nimis esse, sed satis. Certe qui in potestate 
Petri temporalem gladium esse negat, male verbum attendit Domini proferentis . 
“Converte gladium tuum in vaginam." Uterque ergo in potestate ecclesiæ, 
spiritualis scilicet gladius et materialis. Sed is quidem pro ecclesia, ille vero ab 
ecclesia exercendus. Ille sacerdotis, is manu regum et militum, sed ad nutum et 
patientiam sacerdotis. Oportet autem gladium esse sub gladio, et temporalem 
auctoritatem spirituali subiici potestati. Nam quum dicat Apostolus: “Non est 
potestas nisi a Deo; quæ autem sunt, a Deo ordinata sunt," non autem ordinata 
essent, nisi gladius esset sub gladio, et tanquam inferior reduceretur per alium in 
suprema. Nam secundum B. Dionysium lex divinitatis est infima per media in 
suprema reduci. Non ergo secundum ordinem universi omnia æque ac immediate, 
sed infima per media et inferiora per superiora ad ordinem reducuntur. Spiritualem 
autem et dignitate et nobilitate terrenam quamlibet præcellere potestatem, oportet 
tanto clarius nos fateri, quanto spiritualia temporalia antecellunt. Quod etiam ex 
decimarum datione, et benedictione, et sanctificatione, ex ipsius potestatis 
acceptione, ex ipsarum rerum gubernatione claris oculis intuemur. 

TRADUZIONE:

Se quindi i greci o altri dicono di non essere stati affidati a Pietro e ai 
suoi successori, devono per forza confessare di non essere tra le pecorelle di 
Cristo, perché il Signore dice in Giovanni che c'è un solo gregge e un (solo e) 
unico pastore. E chi nega che la spada temporale appartenga a Pietro, 
ha malamente interpretato le parole del Signore, quando dice: “Rimetti la tua 
spada nel fodero". Quindi a Proprio le parole del vangelo ci insegnano che in questa Chiesa e 
nella sua potestà ci sono due spade, cioè la spirituale e la temporale, perché, 
quando gli Apostoli dissero: “Ecco qui due spade" - che significa nella Chiesa, 
dato che erano gli Apostoli a parlare - il Signore non rispose che erano troppe, 
ma che erano sufficienti. Ambedue sono nel potere della Chiesa, la spada 
spirituale e quella materiale. Però quest'ultima deve essere esercitata in favore 
della Chiesa, l'altra direttamente dalla Chiesa; la prima dal sacerdote, l'altra 
dalle mani dei re e dei soldati, ma agli ordini e sotto il controllo del sacerdote. 
Poi é necessario che una spada sia sotto l'altra e che l'autorità temporale sia 
soggetta a quella spirituale. Perché quando l'Apostolo dice: “Non c'è potere che 
non venga da Dio e quelli che sono, sono disposti da Dio", essi non sarebbero 
disposti se una spada non fosse sottoposta all'altra, e, appunto come inferiore, 
non fosse dall'altra ricondotta a nobilissime imprese. Poiché secondo san Dionigi 
è legge da Dio, che l'inferiore sia ricondotto per l'intermedio al superiore. 
Dunque le cose non sono ricondotte al loro ordine alla pari e immediatamente, 
secondo la legge dell'universo, ma le infime attraverso le intermedie e le inferiori 
attraverso le superiori. Che il potere spirituale supera in dignità e nobiltà tutti 
quelli terreni dobbiamo proclamarlo tanto più apertamente quanto lo spirituale 
eccelle sul temporale. Il che, invero, noi possiamo chiaramente constatare con i 
nostri occhi dal versamento delle decime, dalla benedizione e santificazione, dal 
riconoscimento di tale potere e dall'esercitare il governo sopra le medesime. 


Nam, veritate testante, spiritualis potestas terrenam potestatem instituere habet, et 
iudicare , si bona non fuerit. Sic de ecclesia et ecclesiastica potestate verificatur 
vaticinium Hieremiæ . “Ecce constitui te hodie super gentes et regna" et cetera, 
quæ sequuntur. Ergo, si deviat terrena potestas, iudicabitur a potestate spirituali; 
sed, si deviat spiritualis minor, a suo superiori; si vero suprema, a solo Deo, non 
ab homine poterit iudicari, testante Apostolo: “Spiritualis homo iudicat omnia, 
ipse autem a nemine iudicatur." Est autem hæc auctoritas, et si data sit homini, et 
exerceatur per hominem, non humana, sed potius divina, ore divino Petro data, 
sibique suisque successoribus in ipso, quem confessus fuit petra, firmata, dicente 
Domino ipsi Petro: “Quodcunque ligaveris etc." Quicunque igitur huic potestati a 
Deo sic ordinatæ resistit, Dei ordinatione resistit , nisi duo, sicut Manichæus, 
fingat esse principia, quod falsum et hæreticum iudicamus, quia testante Moyse, 
non in principiis, sed in principio coelum Deus creavit et terram. Porro subesse 
Romano Pontifici omni humanæ creaturæ declaramus, dicimus, diffinimus et 
pronunciamus omnino esse de necessitate salutis. 

TRADUZIONE:

Poiché la Verità attesta che la potestà spirituale ha il compito di istituire 
il potere terreno e, se non si dimostrasse buono, di giudicarlo. Così si avvera la 
profezia di Geremia riguardo la Chiesa e il potere della Chiesa: “Ecco, oggi Io ti 
ho posto sopra le nazioni e sopra i regni" e le altre cose che seguono. Se dunque il 
potere terreno devia, sarà giudicato dall'autorità spirituale; se poi il potere 
spirituale inferiore degenera, sarà giudicato dal suo superiore; ma se è quello 
spirituale supremo, potrà essere giudicato solamente da Dio e non dall'uomo, 
come afferma l'Apostolo: “L'uomo spirituale giudica tutte le cose; ma egli stesso 
non viene giudicato da nessuno." Questa autorità infatti, benché conferita ad un 
uomo ed esercitata da un uomo, non è umana, ma piuttosto divina, attribuita per 
bocca di Dio a Pietro, e resa intangibile per lui e per i suoi successori in colui 
che egli, la pietra, aveva confessato, quando il Signore disse allo stesso Pietro: 
“Qualunque cosa tu legherai ecc." Perciò chiunque si oppone a questo potere 
istituito da Dio, si oppone all'ordine di Dio, a meno che non pretenda come i 
manichei che ci sono due princìpi, il che noi giudichiamo falso ed eretico, perché 
- come dice Mosè - non nei principii, ma nel principio Dio creò il cielo e la terra. 
Di conseguenza noi dichiariamo, stabiliamo, definiamo ed affermiamo che è 
assolutamente necessario alla salvezza di ogni creatura umana che essa sia 
sottomessa al Romano Pontefice. 

venerdì 7 marzo 2014

Enuma Elish, la genesi Sumera


L’enuma elish rappresenta il più antico testo scritto documentato sulla creazione del mondo, in lingua babilonese e derivante da una versione originale sumera ancora più antica.
I protagonisti sono gli dei che, attraverso battaglie e divine alleanze, donano all’opera una struttura epica e avvincente, con tanto di ribellioni, uccisioni e trionfi.
I sumeri volevano descrivere la creazione di tutte le cose in chiave “mitologica”, ma nello stesso tempo conoscevano perfettamente il Sistema Solare e la sua origine. Anzi, conoscevano qualcosa che oggi noi stentiamo a credere: la presenza di un pianeta chiamato Nibiru.
L’enuma elish riesce a conformare le vicende degli dei e le loro battaglie rispettivamente alla fisica dei corpi celesti e alle loro collisioni, tanto per fare un esempio.
I nomi degli dei sono attribuibili ai nomi dei pianeti; le azioni degli dei, le loro decisioni, le loro alleanze, le uccisioni coincidono incredibilmente con i moti dei corpi celesti, con le attrazioni reciproche dovute alle forze di gravità, con le loro orbite, con le loro inevitabili collisioni.
Si ottiene così un forte parallelismo tra epica e documentazione scientifica di cosmologia.
Ecco il risultato:
Enuma elish la nabu shamamu
Shaplitu ammatum shuma la zakrat
Quando nell’alto il cielo non aveva ancora un nome
[E] in basso anche la solida Terra non aveva nome
Questo è l’inizio dell’Enuma Elish, l’epica babilonese della creazione che spiega le origini del Sistema Solare, rivela l’esistenza del pianeta Nibiru, descrive l’arrivo degli Anunnaki sulla Terra e la creazione dell’uomo.
Differentemente dall’idea comune che si tratti di un opera mitologica e fantasiosa, l’Enuma Elish rappresenta un vero e proprio trattato di astronomia, dove Zecharia Sitchin è stato il primo ad intuire che le successive versioni sulla Creazione, Bibbia compresa, facciano senza alcun dubbio riferimento a quest’opera babilonese.
L’intero testo sacro, basato su un precedente testo originale sumero, fornisce quindi una dettagliata descrizione di tutto ciò che esisteva prima dell’essere umano e della Terra.
La narrazione ha come tema le battaglie degli dei celesti, intesi come pianeti e corpi celesti, ma che vengono descritti come entità viventi.
Il Sistema Solare iniziò a prendere forma con solo tre attori celesti: un Apsu primordiale, il suo compagno Mummu e un’entità divina chiamata Ti.amat.
L’unione delle acque di Tiamat con il maschio Apsu generò gli dei celesti, i pianeti, e ne risultò così il Sistema Solare:
Sole - Apsu
Mercurio - Mummu
Venere - Lahamu
Marte - Lahmu
Tiamat - Tiamat
Giove - Kishar
Saturno - Anshar
Il futuro Plutone - Gaga
Urano - Anu
Nettuno - Ea/Nudimmud
Inizialmente il Sistema Solare era instabile e caotico, dove le orbite dei pianeti non erano ancora stabilmente definite. Questa diventava la premessa per l’inizio della battaglia celeste: la continua instabilità dei pianeti (gli dei celesti) provocò turbamento a Tiamat e lo spinse a formare la sua terribile “schiera”, formata dai suoi satelliti (i “draghi ruggenti, ammantati di terrore”). Tale situazione, generando ulteriore pericolo e disordine, spinse Ea/Nettuno, il pianeta più esterno, a riequilibrare il Sistema Solare e inviarvi un pianeta (“un dio celeste più grande”) che veniva da lontano. Era un pianeta pieno di splendore, di nome Nibiru (Marduk per i babilonesi), coinvolto direttamente nella battaglia celeste che descrive il testo: a causa del senso orario di rotazione della sua orbita, opposto a quello di tutti gli altri pianeti, Nibiru/Marduk sarà destinato a collidere inevitabilmente con Tiamat.

Seconda fase: completata la prima orbita e quindi la prima fase, Marduk ritorna da Tiamat ormai “sottomesso” ed entra in collisione diretta, aprendola in due. La metà superiore (il “cranio”) di Tiamat diventerà il nostro pianeta Terra, mentre la parte inferiore viene ridotta in frantumi che, legati tra loro come un bracciale, andranno a formare la fascia degli asteroidi (il “bracciale martellato”).
Il pianeta Terra contiene ora il seme del DNA di Marduk, ottenuto con la collisione con Tiamat, e nella sua nuova orbita si porta con sé l’inanimato Kingu per farne la propria Luna.
Il Signore calpestò la parte posteriore di Tiamat.
Con la sua arma le tagliò di netto il cranio;
recise le arterie del suo sangue
e spinse il Vento del Nord a portarla
verso luoghi sconosciuti.
L’altra metà di lei
egli innalzò come un paravento per i cieli.
Piegò la coda di Tiamat
fino a formare la Grande Fascia come un bracciale.
Incastrando insieme i pezzi,
li appostò come guardiani.
In questo momento, sempre secondo il testo babilonese, “Marduk” fece del sistema solare la sua dimora e si afferma per sempre come pianeta Nibiru, il pianeta dell’attraversamento, con la sua orbita di 3600 anni terrestri.
Tutte le volte che Nibiru si è avvicinato al pianeta Terra, dove un tempo orbitava Tiamat, è stato sempre descritto come un pianeta radiante, pieno di luce ed è per questo che viene spesso rappresentato con una croce.
Ai giorni nostri, viene spesso chiamato “Pianeta X”, mentre quando ancora Plutone era considerato pianeta del Sistema Solare, veniva chiamato il “Dodicesimo Pianeta”, contando anche Sole e Luna.



Fonte:
Zecharia Sitchin : “Quando i Giganti abitavano la Terra” – 2009 Macro Edizioni
Zecharia Sitchin: ” Le cronache terrestri rivelate” – 2011 Edizioni Piemme

venerdì 24 gennaio 2014

Le Civilta' Antiche : iL DILUVIO UNIVERSALE


La tradizione del diluvio universale è comune a tutti i popoli del mondo con le caratteristiche fondamentali praticamente uguali nelle diverse leggende: collera della divinità per la malvagità degli uomini, salvataggio di un gruppo più o meno grande di persone, spesso con l’aiuto di una divinità, ripopolamento della terra per vie naturali o miracolose.


GREci

La mitologia greca racconta che Zeus, giudicando la gente dell’età del bronzo abbruttita dai vizi, decise di annegarli tutti risparmiando soltanto due giusti, Deucalione e sua moglie Pirra, ai quali consigliò di costruirsi una grande cassa di legno con la quale potevano salvarsi. Zeus fece piovere per nove giorni e nove notti. Deucalione e Pirra uscirono dalla cassa che si era fermata sul Parnaso. Zeus inviò loro Ermes, al quale potevano esprimere un solo desiderio. Deucalione chiese di avere molti compagni e Zeus disse: buttatevi dietro alle spalle le ossa delle vostre madriPirra fu terrorizzata per quella che credeva un’empietà, ma Deucalione comprese che Zeus alludeva alle pietre, le ossa della Terra, che è la Madre Universale di tutti. Secondo un'altra fonte, gli dei salvarono anche il pastore Cerambo, trasformandolo però in scarabeo.


SUMERi

I sumeri trovarono una versione del diluvio nelle tavolette d’argilla venute alla luce con gli scavi fatti tra le rovine di Nippur. In una tavoletta d’argilla trovata in condizioni perfette Gilgamesh racconta che andò a trovare il suo antenato Utnapishtim, il quale aveva ricevuto l’immortalità dopo essere sopravvissuto al diluvio. Utnapishtim gli spiega che gli era stato detto di costruirsi una grossa barca e lui ne aveva costruita una a tre piani nella quale aveva fatto entrare la sua famiglia, il suo bestiame e molti animali selvatici. Utnapishtim gli spiegò che la tempesta era durata sei giorni e sei notti e che la barca poi si posò sul monte Nisir. Per prudenza fece uscire prima una colomba ed una rondine, che ritornarono subito, non sapendo dove porsi ed alla fine un corvo che non ritornò e così comprese che poteva uscire.


INDIANi

In India una leggenda racconta di Manu, un ragazzo che aveva fatto amicizia con un piccolo pesciolino rosso chiamato Ida, che, quando il diluvio stava arrivando, consigliò a Manu di salire su una barca, che lei, diventata molto grande, rimorchiò in un posto sicuro. Quando tutto finì, se ne andarono via insieme a rinnovare la razza umana.


CINESE

Secondo una leggenda cinese il Dio del tuono regalò un dente a due bambini, Nuwa e Fuxi, spiegando loro di seminarlo perchè da esso sarebbe nata una grande zucca, che veramente spuntò dal terreno diventando enorme. Quando il Dio del tuono scatenò il diluvio, i due bambini svuotarono la zucca e si accucciarono dentro di essa. Il diluvio uccise tutti gli altri esseri umani e i due bambini andarono felici a ripopolare il mondo. E’ interessante notare che l’ideogramma cinese che corrisponde a “nave” deriva dall’insieme di tre ideogrammi, uno per l’imbarcazione, un altro per il numero otto, il terzo per la parola bocca. La riunione dei tre ideogrammi vuol dire nave , ma anche “otto persone in una imbarcazione”, che ricorda il racconto biblico di Noè e della sua famiglia, otto persone che sopravvissero al diluvio con un'arca.


EBRAICi

Secondo la Genesi, Dio punì il genere umano per la sua malvagità con un diluvio che durò quaranta giorni e quaranta notti, permettendo la salvezza della sola famiglia di Noè, un retto agricoltore che all'epoca aveva 600 anni. Egli costruì un'arca sulla quale fece salire la moglie, i tre figli e le tre nuore, e una coppia per ogni specie animale della terra (ma sette coppie per gli animali puri).


PELLEROSSA

Gli indiani del Nord America raccontano varie leggende che hanno in comune il Diluvio universale che distrusse tutta l’umanità. Per esempio la tribù degli Arikara racconta che un tempo la terra era abitata da una razza di uomini così forti che si permetteva di schernire gli dei. Il Dio Nesaru distrusse questi giganti mediante un diluvio universale, mettendo prima in salvo in una grande grotta la sua tribù e molti animali.


MAYA

I Maya dell’America Centrale credevano che un grande serpente avesse distrutto il mondo con tanti torrenti d’acqua. Il Dio Tezcatlipocaavvertì l’uomo Nata e sua moglie Nena che si scavarono un grande tronco di legno, facendone una barca con la quale si salvarono. Potrei continuare con centinaia di altre leggende molto simili che parlano di un Diluvio universale.


RIFERIMENTI ARTISTICI


  • Hieronymus Bosch, Tavole del Diluvio, pannelli pittorici.
  • Adam Elsheimer, Diluvio Universale, dipinto.

lunedì 20 gennaio 2014

La Bibbia - La Punizione di "Dio"


Antico Testamento

Genesi, 34:13 – Sichem si unì carnalmente – in un atto prematrimoniale – a Dina, figlia di Giacobbe, destando la collera degli altri suoi figli. L’unione previa circoncisione era considerata da Giacobbe un disonore e, per questo, a Sichem, a suo padre Camor, e ad ogni maschio della città fu richiesta la circoncisione, che avrebbe reso ogni uomo idoneo all’unione con le altre sue figlie. Tre giorni dopo, mentre gli uomini ancora pativano i dolori dell’operazione, “due dei figli di Giacobbe, Simeone e Levi, fratelli di Dina, presero ciascuno la propria spada, assalirono la città che si riteneva sicura, e uccisero tutti i maschi.” – “Passarono a fil di spada anche Camor e suo figlio Sichem, presero Dina dalla casa di Sichem, e uscirono.” – “I figli di Giacobbe si gettarono sugli uccisi e saccheggiarono la città, perché la loro sorella era stata disonorata” – “presero le loro greggi, i loro armenti, i loro asini, quanto era nella città e nei campi.” – “Portarono via come bottino tutte le loro ricchezze, tutti i loro bambini, le loro mogli e tutto quello che si trovava nelle case.“
Genesi, capitoli 6 e 7 – Malcontento della malvagità dell’uomo, Dio sterminò ogni creatura del pianeta risparmiando soltanto la famiglia di Noè. Uomini, donne, bambini ed animali morirono annegati in una impensabile agonia.
Genesi, 19:6 – Una sera, Lot ospitò due angeli nella sua casa a Sodoma. Quella stessa sera la casa di Lot fu assalita da una folla di delinquenti omosessuali in cerca di esperienze carnali con gli angeli. Lot cedette volontariamente le sue figlie vergini alla folla, esortandola: “Vi prego, fratelli miei, non fate questo male!” – “Ecco, ho due figlie che non hanno conosciuto uomo: lasciate che io ve le conduca fuori, e voi farete di loro quel che vi piacerà; ma non fate nulla a questi uomini, perché sono venuti all’ombra del mio tetto.”
Genesi, 19:26 – Dio, impassibile davanti alla proposta di stupro delle figlie vergini di Lot, trasformò sua moglie in una statua di sale per aver commesso il nefando crimine di essersi guardata le spalle.
Genesi, 38: 8-10 – Giuda pregò Onan di dormire con la moglie di suo fratello – ucciso da Dio per la sua malvagità – incoraggiandolo: “Va’ dalla moglie di tuo fratello, prenditela in moglie come cognato e suscita una discendenza a tuo fratello.” Onan ottemperò, “ma ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare una posterità al fratello.” Dio ritenne questo un gesto malvagio e lo punì con la morte.
Esodo, 2:12 – Mosè scorse un egiziano che picchiava un ebreo. Si guardò intorno e, non trovandovi testimoni, “uccise l’Egiziano e lo nascose nella sabbia.“
Esodo, 7:2-4 – Dio “indurì” il cuore del faraone e pianificò i suoi “prodigi nel paese d’Egitto.“
Esodo, 7:20-21 – Dio trasformò l’acqua del Nilo in sangue. Tutti i pesci morirono e l’acqua divenne imbevibile.
Esodo, 8: 6-7 – Dio inviò una piaga di rane che “coprirono il paese d’Egitto.“
Esodo, 8:16 – Dio inviò una piaga di zanzare.
Esodo, 8:24 – Dio inviò una piaga di mosche velenose. “La terra fu devastata.“
Esodo, 9:5 – Dio, con l’ennesima epidemia, sterminò tutto il bestiame d’Egitto; “ma del bestiame dei figli d’Israele non morì neppure un capo.“
Esodo, 9:10 – Dio inviò una piaga di “ulceri che si trasformarono in pustole sulle persone e sugli animali.“
Esodo, 9:22-25 – Dio inviò una piaga di grandine che colpì uomini e animali, e che spogliò i campi.
Esodo, 12: 29 – Dio uccise il primogenito di ogni famiglia egiziana la cui casa non fosse stata contrassegnata da sangue d’agnello.
Esodo, 17:13 – Il bastone di Dio, retto dalle mani di Mosè sulla vetta del colle, permise a Giosuè di sterminare Amalec e la sua gente “passandoli a fil di spada“.
Esodo, 21:20-21 – Per la legge di Dio “se uno bastona il suo schiavo o la sua schiava fino a farli morire sotto i colpi, il padrone deve essere punito” – “ma se sopravvivono un giorno o due, non sarà punito, perché sono denaro suo.” – Dio approvava la schiavitù.
Esodo, 32:27 – Alla vista del vitello d’oro, Dio comandò ai figli di Levi: “Ognuno di voi si metta la spada al fianco; percorrete l’accampamento da una porta all’altra di esso, e ciascuno uccida il fratello, ciascuno l’amico, ciascuno il vicino.” – “In quel giorno caddero circa tremila uomini” e Dio ne fu compiaciuto.
Levitico, 26:7-8 – Dio ricompensò l’obbedienza assicurando che ogni nemico sarebbe perito per la spada.
Levitico, 26:22 – Dio ammonì la popolazione che, qualora non lo avessero ascoltato, avrebbe inviato loro le bestie feroci: “che vi rapiranno i figli, stermineranno il vostro bestiame, vi ridurranno a un piccolo numero, e le vostre strade diventeranno deserte.“
Levitico, 26:27-29 – “E se, nonostante tutto questo, non volete darmi ascolto, ma con la vostra condotta mi resisterete” – “anch’io vi resisterò con furore e vi castigherò sette volte di più per i vostri peccati.” – “Mangerete la carne dei vostri figli e delle vostre figlie.“
Numeri, 12:9-14 – Dio si stufò della presenza di Maria e, per questo, la colpì con la lebbra, bandendola dall’accampamento per sette giorni.
Numeri, 15:32-26 – Un uomo raccolse della legna di sabato. Per ordine divino dato a Mosè, “tutta la comunità lo condusse fuori dal campo e lo lapidò, e quello morì.“
Numeri, 16:27-33 – Gli uomini si dimostrarono indocili, perciò Dio fece sì che la terra si aprisse ed inghiottisse uomini, donne e bambini.
Numeri, 16:35 – Il fuoco di Dio “divorò i duecentocinquanta uomini che offrivano l’incenso.“
Numeri, 16:49 – Con una piaga, Dio sterminò quattordicimilasettecento uomini.
Numeri, 21:3 – Il Signore affidò i Cananei ad Israele, che “votò allo sterminio i Cananei e le loro città.“
Numeri, 21:6 – Il Signore “mandò tra il popolo dei serpenti velenosi i quali mordevano la gente, e gran numero d’Israeliti morirono.“
Numeri, 21:35 – Con l’approvazione di Dio gli Israeliti si recarono nella città di Og, ne uccisero il re Basan – senza risparmiare i figli – sterminarono l’esercito senza lasciare superstiti, e assunsero il controllo del territorio.
Numeri, 25:4 – “Il Signore disse a Mosè: Prendi tutti i capi del popolo e falli impiccare davanti al Signore, alla luce del sole, affinché l’ardente ira del Signore sia allontanata da Israele.“
Numeri, 25:8 – Fineas, figlio di Eleazar, figlio del sacerdote Aaronne, si recò in una tenda occupata da un uomo israelita ed una donna madianita e “li trafisse tutti e due, l’uomo d’Israele e la donna, nel basso ventre.“
Numeri, 25:9 – Una pestilenza divina sterminò ventiquattromila persone.
Numeri, 31:9 – Su comando divino gli israeliti sequestrarono le donne ed i bambini madianiti, e “presero tutte le spoglie e tutta la preda.“
Numeri, 31:17-18 – Dio ordinò a Mosè di uccidere ogni maschio madianita tra i bambini, e “ogni donna che ha avuto rapporti sessuali con un uomo” – “ma tutte le fanciulle che non hanno avuto rapporti sessuali con uomini, lasciatele in vita per voi.” – Nota: sarebbe interessante scoprire l’astuzia con cui i soldati riconoscevano le donne vergini.
Numeri, 31:31-40 – Dio spartì il bottino di guerra tra i soldati, i sacerdoti e gli israeliti senza tralasciare il tributo al Signore: “seicentosettantacinquemila pecore, settantaduemila buoi, sessantunmila asini e trentaduemila persone, ossia donne che non avevano avuto rapporti sessuali con uomini.“
Deuteronomio, 2:33-34 – Sotto la guida di Dio, gli israeliti sterminarono completamente gli uomini, le donne ed i bambini di Sicon. – “Non vi lasciammo nessuno in vita.“
Deuteronomio, 3:6 – Sotto la guida di Dio, gli israeliti sterminarono completamente gli uomini, le donne ed i bambini di Og. Saccheggiarono il bestiame ed i possedimenti.
Deuteronomio, 7:2 – Dio parlò ad ogni uomo d’Israele e, riguardo i nemici, proclamò: “Tu li voterai allo sterminio; non farai alleanza con loro e non farai loro grazia.”
Deuteronomio, 20:13-14 – Dio stabilì le regole della guerra ordinando il massacro di tutti gli uomini. Tralasciò le donne, i bambini, il bestiame ed i possedimenti che potevano essere tenuti come preda.
Deuteronomio, 20:16 – “Nelle città di questi popoli che il Signore, il tuo Dio, ti dà come eredità, non conserverai in vita nulla che respiri.”
Deuteronomio, 21:10-13 – Secondo la legge di Dio, se un uomo israelita, durante una guerra, avesse avvistato una donna attraente, avrebbe potuto catturarla e tenerla per moglie. La donna, quindi, avrebbe dovuto radersi il capo, tagliarsi le unghie e togliersi i vestiti che indossava al momento della cattura. Avrebbe dovuto piangere suo padre e sua madre per un mese intero. E qualora il soldato non fosse rimasto soddisfatto, avrebbe potuto lasciarla andare “dove vorrà.“
Deuteronomio, 28:53 – La punizione di Dio per i disobbedienti prevedeva che questi mangiassero “il frutto del proprio seno, le carni dei propri figli e delle proprie figlie.“
Giosuè, 6:21-27 – Sotto la direzione di Dio Giosuè distrusse l’intera città di Gerico con la punta della spada; uomini, donne e bambini inclusi. Tenne l’argento, l’oro, il bronzo ed il ferro per Dio e, infine, diede fuoco alla città.
Giosuè, 7:19-26 – Acan rubò “un mantello di Scinear, duecento sicli d’argento e una sbarra d’oro del peso di cinquanta sicli.” – Giosuè e gli israeliti portarono Acan, il bottino, i suoi figli, le sue figlie, il bestiame, gli asini, le mule e tutti i suoi possedimenti sulla valle di Acor, dove li lapidarono e bruciarono vivi.
Giosuè, 8:22-25 – Dio appoggiò Giosuè nel combattere e sterminare dodicimila uomini e donne nella città di Ai. Nessuno sopravvisse.
Giosuè, 10:10-27 – Dio aiutò Giosuè nel massacro dei Gabaoniti.
Giosuè, 10:28 – Con l’approvazione di Dio, Giosuè passò la città di Machedda ed il suo re “a fil di spada” – “Li votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una.“
Giosuè, 10:30 – Dio mise la città di Libna nelle mani di Giosuè. “Giosuè la mise a fil di spada con tutte le persone che vi si trovavano; non ne lasciò scampare una.“
Giosuè, 10:32-33 – Dio diede la sua approvazione affinché Giosuè uccidesse ogni uomo, donna e bambino della città di Lachis. Con la spada.
Giosuè, 10:34-35 – Tutti gli abitanti della città di Eglon furono falciati dalle spade di Giosuè e della sua armata.
Giosuè, 10:36-37 – Dio lasciò che Giosuè uccidesse il re di Ebron ed il suo villaggio con ogni suo abitante. – “Non ne lasciò sfuggire una, esattamente come aveva fatto a Eglon; la votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano.“
Giosuè, 10:38-39 – “Poi Giosuè con tutto Israele tornò verso Debir, e l’attaccò.” – Morirono tutti.
Giosuè, 11:6 – Dio ordinò a Giosuè di sconfiggere il nemico presso le acque di Merom. “Tu taglierai i garretti ai loro cavalli e darai fuoco ai loro carri.“
Giosuè, 11:8-15 – L’esercito di Giosuè, sotto il comando di Dio, sterminò il nemico “senza lasciarne scampare nessuno.“
Giosuè, 11:20 – “Infatti il Signore faceva sì che il loro cuore si ostinasse a dar battaglia a Israele, perché Israele li votasse allo sterminio senza che ci fosse pietà per loro, e li distruggesse come il Signore aveva comandato a Mosè.“
Giudici, 1:4 – Il Signore mise nelle mani di Giuda i Cananei e i Ferezei. Diecimila vittime.
Giudici, 1:6 – Adoni-Bezec – dei Cananiti – si diede alla fuga, ma l’esercito di Giuda lo raggiunse e “gli tagliarono i pollici e gli alluci.“
Giudici, 1:8 – Dio approvò l’attacco di Giuda alla città di Gerusalemme. L’esercito di Giuda mise la città a ferro e fuoco.
Giudici, 1:17 – “Poi Giuda partì con Simeone suo fratello, e sconfissero i Cananei che abitavano in Sefat; distrussero interamente la città.“
Giudici, 3:29 – Il signore mise i moabiti nelle mani degli israeliti. “In quel tempo sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure uno.“
Giudici, 4:21 – Iael, con un martello, piantò un piuolo nella testa di Sisera, “tanto che esso penetrò in terra.“
Giudici, 7:19-25 – Sotto la guida del Signore la gente di Gedeone sconfisse i madianiti. Uccise e decapitò il loro principe e ne consegnò la testa a Gedeone.
Giudici, 8:15-21 – Gedeone castigò gli uomini di Succot con rovi e spine del deserto. Quindi “abbatté la torre di Penuel e uccise la gente della città.“
Giudici, 9:5 – Abimelec assassinò i suoi fratelli.
Giudici, 9:45 – Abimelec e i suoi seguaci uccisero tutti gli uomini della città. Poi li cosparsero di sale.
Giudici, 9:53-54 – Abimelec riposava tranquillo nella città di Tebes quando “una donna gettò giù un pezzo di macina sulla testa di Abimelec e gli spezzò il cranio.” – “Egli chiamò subito il giovane che gli portava le armi, e gli disse: «Estrai la spada e uccidimi, affinché non si dica: “Lo ha ammazzato una donna!”» Il suo servo allora lo trafisse ed egli morì.“
Giudici, 11:29-39 – Iefte sacrificò sull’altare del Signore la sua amata figliuola per ringraziarlo di avergli concesso la vittoria in battaglia.
Giudici, 15:15 – Sansone uccise mille uomini con “una mascella d’asino ancora fresca.“
Giudici, 16:27-30 – Dio concesse a Sansone la forza per buttare giù le colonne del tempio ed uccidere tremila persone.
Giudici, 18:27 – I daniti giunsero a Lais, “da un popolo che se ne stava tranquillo e senza timori; lo passarono a fil di spada e diedero la città alle fiamme.“
Giudici, 19:22-29 – Un viaggiatore di Betlemme, la sua compagna ed un servo erano ospiti nella dimora di un anziano signore a Ghibea quando “gente perversa” circondò l’abitazione chiedendo di “abusare” dell’ospite maschio. L’anziano padrone di casa offrì agli assalitori la sua figlia vergine e la compagna del suo ospite, implorandoli: “Ecco qua mia figlia che è vergine, e la concubina di quell’uomo; io ve le condurrò fuori e voi abusatene e fatene quel che vi piacerà; ma non commettete contro quell’uomo una simile infamia!” – La signora subì uno stupro e morì. Il viaggiatore caricò il corpo senza vita della donna su un asino, tornò a casa, “si munì di un coltello, prese la sua concubina e la divise, membro per membro, in dodici pezzi, che mandò per tutto il territorio d’Israele.“
Giudici, 20:43-48 – Gli israeliti uccisero venticinquemila uomini. Seicento fuggirono nel deserto. Gli israeliti li raggiunsero e “li passarono a fil di spada, dagli abitanti delle città al bestiame, a tutto quello che si trovava; e diedero alle fiamme tutte le città che trovarono.“
Giudici, 21:10-12 – La comunità uccise ogni uomo e ogni donna non vergine di Iabes in Galaad. Trovarono quattrocento vergini da portare con sé.
1 Samuele, 4:10 – I filistei uccisero trentamila soldati israeliti.
1 Samuele, 5:6-9 – Come punizione per aver rubato l’Arca dell’Alleanza, “il Signore colpì gli uomini della città, piccoli e grandi, e un flagello d’emorroidi scoppiò in mezzo a loro.“
1 Samuele, 6:19 – “Il Signore colpì gli abitanti di Bet-Semes, perché avevano guardato dentro l’arca del Signore; colpì settanta uomini fra i cinquantamila del popolo.“
1 Samuele, 7:7-11 – Il Signore aiutò gli uomini di Samuele ad uccidere i filistei, che li inseguirono “e li batterono fin sotto Bet-Car.“
1 Samuele, 11:11 – Sotto la benedizione di Dio, Saul ed il suo esercito massacrarono gli Ammoniti “finché il giorno si fece caldo.“
1 Samuele, 14:31 – Giònata e i suoi uomini sconfissero i filistei, “si gettarono sulla preda e presero pecore, buoi e vitelli e li macellarono e li mangiarono con il sangue.“
1 Samuele, 15:7-8 – Dio ordina a Saul: “Va’ dunque e colpisci Amalek e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini.“
1 Samuele, 15:33 – “Samuele trafisse Agag davanti al Signore in Gàlgala.“
1 Samuele, 18:27 – Davide ed i suoi uomini uccisero duecento filistei, prelevando “i loro prepuzi“, che Davide “contò davanti al re per diventare genero del re. Saul gli diede in moglie la figlia Mikal.“
1 Samuele, 30:17 – Davide lasciò in vita solo quattrocento filistei, che riuscirono a fuggire.
2 Samuele, 2:23 – Abner colpì Asaèl “con la punta della lancia al basso ventre, così che la lancia gli uscì di dietro ed egli cadde sul posto.“
2 Samuele, 3:30 – Ioab e Abisai vendicarono la morte di Asaèl uccidendo Abner.
2 Samuele, 4:7-8 – Is-Bàal riposava indisturbato nel suo letto quando Recàb e Baanà entrarono nella stanza. “Lo colpirono, l’uccisero e gli tagliarono la testa; poi, portando via la testa di lui, presero la via dell’Araba, camminando tutta la notte.” – Davide non sopportava che un uomo innocente fosse stato ucciso.
2 Samuele, 4:12 – Davide punì Recàb e Baanà uccidendoli, tagliando loro le mani e i piedi ed appendendoli presso la piscina di Ebron.
2 Samuele, 6:6-7 – Il bue che trasportava l’Arca cadde a terra sfinito, e Uzzà accorse per rimetterlo in piedi. “L’ira del Signore si accese contro Uzzà; Dio lo percosse per la sua colpa ed egli morì sul posto, presso l’arca di Dio.“
2 Samuele, 6:22-23 – Davide subì le beffe di Mikal per essersi “scoperto davanti agli occhi delle serve dei suoi servi, come si scoprirebbe un uomo da nulla.” – Così Dio punì Mikal, figlia di Saul, che “non ebbe figli fino al giorno della sua morte.” – Si noti la contraddizione con 2 Samuele 21:8, dove è narrato che Mikal ebbe cinque figli.
2 Samuele, 8:1-18 – Le imprese di Davide compresero l’uccisione di due terzi dei soldati Moabiti, l’azzoppamento di seimilanovecento cavalli, lo sterminio di di ventiduemila siriani e di diciottomila edomiti. Il verso 6 recita: “Il Signore rendeva vittorioso Davide dovunque egli andava.“
2 Samuele, 10:18 – Davide uccise settecento pariglie di cavalli e quarantamila Aramei.
2 Samuele, 11:14-27 – Davide desiderò ardentemente la moglie di Uria, quindi lo fece uccidere in battaglia perché potesse avere Betsabea tutta per sé.
2 Samuele, 12:1 – “Ma ciò che Davide aveva fatto era male agli occhi del Signore.” – Per punirlo il Signore uccise il suo bambino.
2 Samuele, 13:1-15 – Il figlio di Davide – e di Betsabea – Amnòn si innamorò di sua sorella Tamàr, vergine. Tamàr protestò i corteggiamenti del fratello, ma – verso 14 – “egli non volle ascoltarla: fu più forte di lei e la violentò unendosi a lei.“
2 Samuele, 13:28-29 – Il fratello di Tamàr, Absalom, ordinò ai suoi uomini di rendere ebbro Amnòn per poi ucciderlo e vendicare lo stupro di sua sorella.
2 Samuele, 18:6-7 – L’armata di Davide sterminò ventimila uomini nella foresta di Efraim.
2 Samuele, 18:15 – Ioab “prese in mano tre dardi e li immerse nel cuore di Assalonne, che era ancora vivo nel folto del terebinto.” – “Poi dieci giovani scudieri di Ioab circondarono Assalonne, lo colpirono e lo finirono.“
2 Samuele, 20:10-12 – Ioab conficcò un pugnale nello stomaco di Amasà, rovesciandone l’intestino per terra. Amasà morì nel bel mezzo della strada rotolandosi nel suo stesso sangue.
2 Samuele, 24:15 – Dio mandò una pestilenza sulla città di Israele per punire Davide del suo peccato. Morirono settantamila innocenti.
1 Re, 2:24-25 – Solomone uccise Adonia.
1 Re, 2:29-34 – Solomone uccise Ioab.
1 Re, 13-15-24 – Un profeta mentì ad un uomo, convincendolo a bere acqua e mangiare pane in un posto in cui il Signore aveva precedentemente proibito lui di farlo. L’uomo, rassicurato, mangiò e bevve in quel posto. Dio mandò un leone a punirlo, “il suo cadavere rimase steso sulla strada.“
1 Re, 20:29-30 – Gli israeliti si batterono contro i siriani. L’ammontare di vittime per ogni singolo giorno fu di centomila. Sulle restanti ventisettemila crollò un muro di pietra.
2 Re, 1:10-12 – Elia richiamò un fuoco dal cielo, invocando l’aiuto di Dio, e cinquanta uomini furono consumati dalle fiamme.
2 Re, 2:23-24 – Eliseo camminava per strada quando quarantadue bambini si presero gioco della sua calvizie. “Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei fanciulli.“
2 Re, 5:27 – Eliseo maledice Ghecazi e i suoi discendenti, per sempre, con la lebbra. “Egli si allontanò da Eliseo, bianco come la neve per la lebbra.“
2 Re, 6:18-19 – Il nemico si incamminò verso Eliseo ed egli, rivolgendosi al Signore, supplicò: “Oh, colpisci questa gente di cecità!. E il Signore li colpì di cecità secondo la parola di Eliseo.” – “Disse loro Eliseo: Non è questa la strada e non è questa la città. Seguitemi e io vi condurrò dall’uomo che cercate. Egli li condusse in Samaria.” – “Quando giunsero in Samaria, Eliseo disse: Signore, apri i loro occhi; essi vedano!. Il Signore aprì i loro occhi ed essi videro. Erano in mezzo a Samaria!“
2 Re, 6:29 – Una donna si lamentò di patire la fame davanti al re di Israele. Era triste perché aveva accettato di cucinare e mangiare suo figlio.
2 Re, 9:24 – Ieu tradì Ioram, poi lo uccise colpendolo con arco e freccia nel mezzo delle spalle. “La freccia gli attraversò il cuore.“
2 Re, 9:27 – Ieu ordinò ai suoi uomini di inseguire ed uccidere Acazia, re di Giuda.
2 Re, 9:30-37 – Ieu fece uccidere Gezebele. “Il suo sangue schizzò sul muro e sui cavalli. Ieu passò sul suo corpo, poi entrò, mangiò e bevve; alla fine ordinò: Andate a vedere quella maledetta e seppellitela, perché era figlia di re.” – “Andati per seppellirla, non trovarono altro che il cranio, i piedi e le palme delle mani.” – “Tornati, riferirono il fatto a Ieu, che disse: Si è avverata così la parola che il Signore aveva detta per mezzo del suo servo Elia il Tisbita: Nel campo di Izreèl i cani divoreranno la carne di Gezabele.” – “E il cadavere di Gezabele nella campagna sarà come letame, perché non si possa dire: Questa è Gezabele.“
2 Re, 10:7 – Ieu ordinò che i settanta figli di Acab venissero decapitati. “Quindi posero le loro teste in panieri e le mandarono da lui.“
2 Re, 10:14 – Ieu ordinò la morte della famiglia di Acab, settantadue persone in totale.
2 Re, 10:17 – Secondo il racconto di Dio Ieu si recò a Samaria e sterminò “tutti i superstiti della casa di Acab fino ad annientarla, secondo la parola che il Signore aveva comunicata a Elia.“
2 Re, 10:19-27 – Ieu intrappolò gli adoratori di Baal nel tempio, poi disse alle guardie: “Entrate, uccideteli. Nessuno scappi.“
2 Re, 11:1 – Atalia distrusse la famiglia reale.
2 Re, 14:5 – Amazia fece giustiziare gli ufficiali che uccisero suo padre.
2 Re, 14:3-5 – Dio si arrabbiò con Amazia, anche se egli aveva fatto ciò che era giusto agli occhi del Signore. Le alte cariche non erano ancora state eliminate, e Dio era geloso dei loro sacrifici sull’altare. Così, Egli punì Azaria con la lebbra.
2 Re, 15:16 – Menachem attaccò la città di Tifsach, distruggendola, e “fece sventrare tutte le donne incinte.“
2 Re, 19:35 – Un angelo del signore sterminò centottantacinque uomini nei campi assiri.
2 Cronache, 13:17 – Dio diede il controllo degli israeliti ad Abia e Giuda. Cinquecentomila nemici morirono.
2 Cronache, 21:4 – “Ioram prese in possesso il regno di suo padre e quando si fu rafforzato, uccise di spada tutti i suoi fratelli e, con loro, anche alcuni ufficiali di Israele.“
Isaia, 13:15 – Isaia vide una profezia sulle sorti di Babilonia. “Quanti saranno trovati, saranno trafitti, quanti saranno presi, periranno di spada. I loro piccoli saranno sfracellati davanti ai loro occhi;
saranno saccheggiate le loro case, disonorate le loro mogli.“
Isaia, 13:18 – “Con i loro archi abbatteranno i giovani, non avranno pietà dei piccoli appena nati, i loro occhi non avranno pietà dei bambini.“
Isaia, 14:21-23 – “Preparate il massacro dei suoi figli a causa dell’iniquità del loro padre e non sorgano più a conquistare la terra e a riempire il mondo di rovine. Io insorgerò contro di loro – parola del Signore degli eserciti -, sterminerò il nome di Babilonia e il resto, la prole e la stirpe – oracolo del Signore -. Io la ridurrò a dominio dei ricci, a palude stagnante; la scoperò con la scopa della distruzione – oracolo del Signore degli eserciti -.“
Isaia, 49:26 – La punizione di Dio contro coloro che attaccano Israele: “Farò mangiare le loro stesse carni ai tuoi oppressori, si ubriacheranno del proprio sangue come di mosto.“
Geremia, 16:4 – La parola del Signore a proposito dei bambini nati in questa terra: “Moriranno di malattie strazianti, non saranno rimpianti né sepolti, ma saranno come letame sulla terra. Periranno di spada e di fame; i loro cadaveri saranno pasto degli uccelli dell’aria e delle bestie della terra.“
Esdra, 6:12-13 – Il decreto del re Dario stabilì che, qualora qualcuno avesse cambiato il suo editto, “si tolga una trave dalla sua casa, la si rizzi ed egli vi sia impiccato. Poi la sua casa sia ridotta a letamaio.“
Ezechiele, 20:26 – Israele insorse, e la punizione di Dio fu sobria. “Feci sì che si contaminassero nelle loro offerte facendo passare per il fuoco ogni loro primogenito, per atterrirli, perché riconoscessero che io sono il Signore.“
Ezechiele, 23:34 – Dio predispose che le prostitute bevessero una coppa di sdegno e si lacerassero i seni.
Ezechiele, 23:45-47 – Dio punì l’adulterio: “Si farà venire contro di loro una folla ed esse saranno abbandonate alle malversazioni e al saccheggio. La folla le lapiderà e le farà a pezzi con le spade; ne ucciderà i figli e le figlie e darà alle fiamme le case. Eliminerò così un’infamia dalla terra e tutte le donne impareranno a non commettere infamie simili.“
Osea, 13:16 – In seguito alla ribellione di Israele: “si alzerà dal deserto il soffio del Signore e farà inaridire le sue sorgenti, farà seccare le sue fonti, distruggerà il tesoro di tutti i vasi preziosi.“
Nuovo Testamento
Matteo, 5:17 – “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.” – Gesù appoggia gli omicidi di massa, gli stupri, le schiavitù, le torture e gli incesti descritti nel Vecchio Testamento.
Matteo, 8:12 – Gesù avverte delle torture eterne dell’inferno: “i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti.“
Matteo, 10:35-36 – Gesù motiva la sua venuta: “Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a metter pace, ma spada. Perché sono venuto a dividere il figlio da suo padre, la figlia da sua madre, la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno quelli stessi di casa sua.“
Matteo, 11:21-24 – Le opere di Gesù non impressionarono le città di Corazid, Betsaida e Capernaum. Gesù disse: “Guai a te!” e le destinò ad una sorte peggiore di quella toccata a Sodoma.
Matteo, 8:21 – Un uomo decise che, prima di seguire Gesù nella sua impresa, avrebbe seppellito suo padre appena deceduto. Gesù rispose: “Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti.“
Marco, 4:10 – Nella parabola del seminatore Gesù spiegò ai suoi discepoli che era solito utilizzare parabole al fine di accrescere la loro confusione, “affinché non si convertano, e i peccati non siano loro perdonati.“
Marco, 7:10 – Secondo la legge dell’Antico Testamento ogni bambino che avesse dimostrato odio nei confronti dei genitori sarebbe stato condannato a morte.
Luca, 8:32-33 – Gesù trasferì dei demoni dal corpo di un uomo nudo ad un branco di porci, “e quel branco si gettò a precipizio giù nel lago e affogò.” – Gli abitanti supplicarono Gesù di abbandonare la città.
Luca, 12:47 – Gesù avvertì che un servo di Dio che non avesse rispettato la volontà del suo Padrone avrebbe ricevuto “molte percosse.“
Luca, 19:26 – Nella parabola delle dieci mine il padrone – Dio – disse di quelli che avessero deciso di non seguirlo: “conduceteli qui e uccideteli in mia presenza.“
Giovanni, 6:53-66 – Gesù invitò i suoi discepoli a mangiare la sua carne e bere il suo sangue. Malgrado il tono metaforico molti discepoli non condivisero l’idea e decisero di abbandonarlo.
Atti, 5:1-9 – Anania mentì sull’ammontare ricavato dalla vendita della sua proprietà per tenere per sé parte di quella somma. Dio uccise lui e sua moglie.
Romani, 1:26-27 – Paolo dice che lesbiche ed omosessuali meritano la morte.
Lettera agli efesini, 1:4-5 – Malgrado le istruzioni elargite da Gesù sul come riconoscerlo come salvatore, Egli dice che Dio ha già “predestinato” coloro i quali saranno salvati secondo la Sua volontà.
Ebrei, 12:20 – Dio predispose che ogni animale accampato sul monte Sion venisse lapidato.
1 Pietro, 1:20 – Dopo il fallimento dell’esperimento di Dio nel giardino dell’Eden, la catastrofe di Noè e la soluzione finale del sacrificio di Cristo, scopriamo che Gesù fu predestinato alla morte fin dal principio. Fu tutto “già designato prima della creazione del mondo.“

Apocalisse, 6:8 – Alla fine dei tempi, Dio autorizzerà la Morte a falciare il 25% della popolazione terrestre “con la spada, con la fame, con la mortalità e con le belve della terra.“